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L’origine della vita per evoluzione

Un ostacolo allo sviluppo della scienza

7.40

Informazioni aggiuntive

Autore

Fernando De Angelis

Pagine

83

Categorie , , Product ID: 23956

L’autore, evangelico, insegnante di scienze naturali nelle scuole medie superiori, si propone di ricostruire la nascita delle idee di abiogenesi e di creazionismo fissista, confrontando le due teorie e distinguendo i fatti scientifici dai presupposti filosofici e religiosi che sono sottintese ad entrambe.

Dopo un primo capitolo di doverose precisazioni linguistiche che permettono di definire in maniera univoca i termini usati all’interno del libro, nel secondo l’autore procede a tratteggiare una breve storia di come Redi, Spallanzani e Pasteur abbiano combattuto l’idea di generazione spontanea della vita.

Le vicende narrate sono abbastanza note e quindi facilmente riconoscibili come vere anche dai lettori di idee opposte. Ciò che però rende particolarmente interessante l’esposizione è l’accento posto sul fatto che la dottrina più recente, affermatasi con difficoltà dopo esperimenti sempre più ingegnosi, sia quella del fissismo, non della generazione spontanea. Di solito, infatti, i testi scolastici tendono a sorvolare velocemente su questo particolare e soprattutto a nascondere che la moderna abiogenesi (cioè la formazione spontanea delle cellule dalla materia non vivente) abbia semplicemente spostato nel passato la vecchia teoria della generazione spontanea.

Nel terzo capitolo, vengono tracciate alcune distinzioni tra le prove, le teorie scientifiche e i presupposti filosofici più o meno palesi che guidano gli scienziati nelle loro ricerche.

So, per esperienza personale, che queste distinzioni, quasi banali per chi ha un minimo di preparazione in Filosofia della Scienza, spesso sono incredibilmente sconosciute persino a studenti universitari di Facoltà scientifiche, generando molta confusione su cosa veramente si possa considerare scientifico e cosa no.

Il quarto capitolo analizza, attraverso strumenti scientifici e matematici, le probabilità che la vita si sia formata da un brodo primordiale (di cui nessuno è ancora riuscito a provare l’esistenza), dimostrando come queste siano talmente esigue da far gridare al miracolo persino ad un evoluzionista convinto come Crick.

L’ultimo capitolo chiude il libro sostenendo che l’abiogenesi è più metafisica che scienza e con essa la teoria dell’evoluzione che gli è strettamente collegata.

Il libro è di lettura molto piacevole, agile da seguire per qualunque lettore di cultura media ed espone in maniera rigorosa, ma semplice i problemi scientifici che l’origine della vita pone.

L’autore parte da una posizione dichiaratamente creazionista per questioni di credo personale, ma è attento di volta in volta a distinguere con onestà intellettuale i suoi presupposti metafisici dai fatti scientifici. Dispiace notare che di solito, invece, i libri di divulgazione degli evoluzionisti non fanno altrettanto, generando nel pubblico l’impressione che le loro idee siano provate dai fatti.

Penso che questo libro sia interessante per capire con mente aperta anche le ragioni di chi va controcorrente, sfidando il dogma evoluzionista. Inoltre, fa veramente riflettere sul peso rilevante che i presupposti filosofici hanno nella formulazione delle teorie scientifiche, influenzando i giudizi (e i pregiudizi) anche dei più importanti geni della nostra storia, e sfata il mito di una scienza basata solo sui fatti incontestabili, che esiste solo nella vulgata proposta al grande pubblico.

  • Roberto Carson
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