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Le lettere di Berlicche e il “brindisi” di Berlicche

15.00

Informazioni aggiuntive

Autore

Clive Staples Lewis (C. S. Lewis)

Pagine

256

Produttore - Editore

Jaca Book

Categorie , , Product ID: 21223

Questo libro, scritto dal celebre filologo e romanziere britannico, stampato per la prima volta nel 1941, è rimasto un caso editoriale consacrato da perenne successo e da molte polemiche. In esso Lewis immagina che un abile capo-diavolo (Berlicche) scriva al suo inesperto allievo (Malacoda) una trentina di brevi lettere per istruirlo sul suo ruolo di “demone custode”, ossia su come tentare al male un giovane cristiano affidato alle sue malevoli cure.Alla fine la manovra fallisce e il giovane si salva dal pericolo finendo prematuramente in paradiso; tuttavia, nel successivo “brindisi”, Berlicche si consola constatando che la maggioranza degli uomini sono diventati ormai così fiacchi e stupidi che si dannano quasi da soli, per un nonnulla e senza accorgersene.Con il suo stile sottile, brillante e paradossale, Lewis traccia una sorta di manualetto delle tecniche di tentazione, col preciso scopo di smascherarle e di immunizzarcene. Allora come oggi, queste tecniche consistono nell’insinuare idee erronee, nel fomentare tendenze pericolose, nello spingere in situazioni compromettenti, nel distogliere dalle buone ispirazioni e nello istillarne di cattive.Insomma, per usare una terminologia evangelica, qui il diavolo insegna come avvalersi delle possibilità offerte dal mondo e dalla carne. Ad esempio, Berlicche suggerisce di ridurre il fervore religioso a una religiosità “moderata” e permissiva, in modo da scivolare nella dannazione senza accorgersene; suggerisce di propagandare evoluzionismo, progressismo e brama di novità allo scopo d’illudere la mente umana con un futuro utopistico e così distoglierla dal preoccuparsi dell’eternità; suggerisce di propagandare egualitarismo e “democrazia” allo scopo di spingere all’invidia e alla ribellione; ammonisce sull’ambiguità delle guerre, che possono spingere l’uomo alla bestialità ma anche alla conversione mediante la sofferenza.In appendice al libro sono riportate alcune conferenze tenute da Lewis a Oxford, nelle quali egli tratteggia, con la solita sottigliezza e maestria, osservazioni riguardanti i rapporti tra teologia, filosofia e poesia, e confuta altri luoghi comuni, come quello che riduce la fede ad una esigenza del sentimento o della convenienza.

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